Eccoci ad aggiornarvi sull'andamento del Progetto Diga, Emergenza Zimbabwe dopo le due settimane (11-25 febbraio) a St. Albert dei volontari responsabili tecnici Ing. Giovanni Martelli, Ing. Fabio Venturini e l'elettricista Gianfranco Petocchi.
Impianto di potabilizzazione Esattamente un anno fa i nostri tre volontari hanno installato l'impianto a St. Albert (vedi foto sul sito nella voce "attività in Zimbabwe"), incontrando grosse problematiche legate alla totale assenza di energia elettrica e alla reperibilità dei reagenti chimici presso aziende in loco che, a causa della gravissima inflazione, erano fuggite all'estero.
Oggi finalmente l'energia elettrica è erogata più ore al giorno e ciò consente un utilizzo più parco del gruppo elettrogeno che consuma gasolio, a sua volta difficilmente reperibile e si sta testando un nuovo reagente chimico, reperibile in loco, che sopperisce alle funzioni sia di floculazione che di coagulazione per la potabilizzazione dell'acqua.
In queste due settimane a St. Albert i nostri tre volontari hanno potuto tarare l'impianto per potabilizzare 10 mc d'acqua l'ora che in questo periodo di fine stagione delle piogge, ovvero della massima torbidità dell'acqua prelevata dalla diga, è un traguardo insperato. Un potenziale di 240 mc di acqua al giorno significa che finalmente l'acqua potabile a St. Albert è assicurata continuativamente anche in assenza dei pozzi artesiani.
Hanno inoltre prelevato i campioni dell'acqua potabilizzata per verificarne la qualità. Questi sono i risultati delle analisi appena fatte in Italia: la "nostra" acqua di S.Albert ha un residuo fisso di 180 mg/l (l'acqua minerale San Benedetto di 272 mg/l, e quella dell'acquedotto di Bologna di 413 mg/l). Insomma se vogliamo bere acqua pulita andiamo a St. Albert!
Lo Zimbabwe è reduce dalla più grave epidemia degli ultimi 15 anni in Africa. Da agosto 2009 a febbraio 2010 96.600 contagiati di colera e 4.200 morti. L'epidamia ha reso ancor più prioritaria la realizzazione del secondo impianto di potabilizzazione che garantisse acqua potabile per l'intero villaggio. Grazie al contributo di tantissime persone, sono stati raccolti i fondi necessari per provvedere alla progettazione, alla realizzazione e all'installazione del niuovo impianto che consente di fornire a St. Albert 30 mc. di acqua potabile al giorno. Calcolando una media di 50 lt. pro capite al giorno per la popolazione (oggi sono circa 20, quelli che le,donne si portano nei secchi in testa) e 200 lt. per l'ospedale, con 30mc. siamo in grado di sopperire al fabbisogno di 10.000 persone. Le fasi sono documentate con foto di seguito.
Soddisfatti del lavoro compiuto da tutti i volontari che collaborano da ormai quattro anni a questa piccola grande impresa, un Tatenda (grazie in shona, lingua locale) da parte di diverse migliaia di persone a St. Albert.
1) Ampliamento dell'impianto d'irrigazione a 10 ettari di campi coltivabili, per garantire la sussistenza alimentare all'ospedale e alle due scuole (2.300 bambini)
2) Revisione e potenziamento dell'impiantistica elettrica e della linea di distribuzione dell'acqua, con punti di erogazione dislocati a facilmente raggiungibili dalla popolazione.
3) Rimozione di diversi Mtc. di terra dall'invaso per renderlo più capiente
4) Ripristino pozzi artesiani
5) Contianua formazione del personale di manutenzione.
1) Edificazione canale e posizionamento tubature di congiungimento tra la diga e le cisterne di accumulo dell'ospedale.
2) Acquisto e installazione presso l'ospedale di un primo impianto di potabilizzazione (per 500 persone)
3) Terminata l'edificazione parte di muro mancante della diga, con conseguente raddoppio della capienza dell'invaso.
4) Rimozione escavatore immerso nell'acqua da otto anni (evitando di inquinare la diga con possibili perdite di olio)
5) Spedizione e installazione di un generatore di corrente in grado di garantire l'energia elettrica necessaria anche per pompare l'acqua.
6) Progettazione, realizzazione, collaudato in Italia, spedizone con un convoglio ONU (ottobre 2009), intallazione e messa in opera del secondo impianto di potabilizzazione che garantisce acqua potabile per oltre 10.000 persone.
7) Continuo lavoro di formazione dei manutentori dell'impianto (idraulica ed elettrica) grazie alle visite periodiche di ingegneri ed elettricisti volontari.
8) Periodiche spedizioni (due all'anno) di container con farmaci, materiale scolastico (per le due scuole di 2.300 bambini), vestiti e scarpe per bambini, alimenti e pezzi di ricambio necessari al funzionamento dell'impianto.
Fonti: Organizzazione mondiale della sanità , FAO, UNICEF, Fondo Monetario Internazionale,BBS News e le dottoresse dell'ASI presso il St. Albert Hospital.
Lo Zimbabwe, ex Rhodesia, é oggi il paese dei primati:
- La popolazione di 12.3 milioni di abitanti, di cui,1.8 milioni (15,6%) affetti da HIV/Aids, fa sì che nel paese ci sia la più bassa aspettativa di vita al mondo. Secondo i dati del OMS l’aspettativa media di vita per l’uomo è di 37 anni e per la donna di 34. L’età media è di 19 anni.
- E’ il paese con il più drastico aumento di mortalità infantile nel mondo: 50% di decessi annui in più rispetto ai primi anni novanta. Un bambino su dieci muore entro il quinto anno di età.
- Insieme ad Azerbaidjan, Yemen, Kazakhstan e Bahrein ha raggiunto la vetta delle classifiche mondiali del tasso di corruzione.
- E’il regime più repressivo di tutta l’Africa.
- La disoccupazione colpisce più dell’80% della popolazione.
- L’inflazione record del 231.000.000%
L’Organizzazione Internazionale delle Migrazioni (IOM) stima che circa 3.4 milioni di Zimbabwani hanno lasciato il paese per emigrare, la maggior parte verso il Sud Africa.
Nell’ultima relazione della FAO (WFP) il numero di Zimbabwani che necessitano di aiuti alimentari è passato da 5.1 milioni in giugno 2008 a 7 milioni di persone.
L’agenzia per gli aiuti umanitari in Zimbabwe è stata costretta a ridurre a metà la razione di cereali alla popolazione bisognosa in modo da ripartirla con il numero di affamati che sopravvive con un pasto al giorno consistente in una sola ciotola di mais allungato nell’acqua.
E' possibile effettuare donazioni facendo un bonifico sul seguente conte corrente IBAN: IT73I0615513005000000016000 intestato ad ASI ONG/ONLUS Causale: Progetto Diga
Per l'estero cod. swift: CFERIT2F
L'importo delle donazioni è detraibile dalle imposte.
Il progetto "Help Zimbabwe" si basa esclusivamente sul volontariato, senza alcun addebito di costi di gestione o spese organizzative. Ogni euro donato è speso per la realizzazione del Progetto. Le donazioni sono gestite attraverso un conto corrente trasparente, in modo che chiunque ci aiuti possa verificare l'utilizzo dei fondi.
Le modeste dimensioni dell'ASI, che con 3 medici locali gestisce l'ospedale si St. Albert, permettono a chiunque di verificare la trasparenza dei progetti.
Solo attraverso le adozioni a distanza l’ospedale è in grado di garantire la sopravvivenza, l’istruzione scolastica e l’assistenza sanitaria dei bambini nell’area di St. Albert affidandoli, dove possibile, a nonni, zii, o a famiglie che possono accoglierli, senza così creare orfanatrofi.
Chi volesse destinare il 5 x 1000 della propria dichiarazione dei redditi all'ASI (Associazione Sanitaria Internazionale) può farlo, indicando il Cod. Fisc. 80119310581
Un best-seller tradotto in varie lingue, che ora si fa patrocinatore del Progetto Zimbabwea favore dell'Ospedale St. Albert - Centenary. Il ricavato netto delle copie vendute in occasione degli eventi pro-Zimbabwe andrà devoluto interamente all'Ospedale St. Albert